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Home » Cronache dai territori » Fra i camorristi arrestati tre iscritti al Pdl. Alfonso sferza Modena: “Svegliatevi”

Fra i camorristi arrestati tre iscritti al Pdl. Alfonso sferza Modena: “Svegliatevi”

Posted by: Lacche    Tags:  Alfonso, arresti, Bologna, casalesi, cronaca, Dda, Leoni, odena, Pdl, Roberto Alfonso    Posted date:  April 20, 2012  |  No comment



Tre degli otto arrestati per camorra nell’ultima operazione dei carabinieri e della Dda di Bologna erano iscritti al Pdl. Riesplode così una delicata e imbarazzante polemica dopo il recente congresso che ha consacrato Enrico Aimi e i suoi alleati (Giovanardi e Samori) alla leadership del partito.

Come noto, l’onorevole Isabella Bertolini prima aveva denunciato la presenza tra gli iscritti di personaggi di dubbia provenienza, poi – dopo gli accertamenti interni al partito – aveva comunque deciso di non presenziare con la sua corrente al congresso. Contro questa posizione si erano espressi Aimi, Giovanardi e Samori, accusando la Bertolini, coordinatore provinciale uscente, di aver battuto in ritirata perché subodorava la sconfitta, e di avere rimestato nel torbido, dal momento che controlli accurati erano stati effettuati e che, prudenzialmente, erano stati sospesi solo una minima parte dei 5.000 tesserati perché nessuno dei capi “corrente” li aveva riconosciuti come propri tesserati.

Ora si scopre che Antonio e Renato Corvino di Cavezzo erano tra i “sospesi” e che iscritto al Pdl c’era anche Luigi Melucci di Mirandola. Circostanza che ha scatenato oggi una totale fibrillazione. Leoni, consigliere regionale della corrente Bertoliniana, chiede di fare una vera pulizia e di espellere chi aveva tesserato i Corvino e Melucci. Questa l’intervista rilasciata da Leoni a Radio Città del Capo di Bologna.

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Un appello accorato su quanto sta accadendo arriva dal Procuratore Capo della Repubblica di Bologna, Roberto Alfonso. “Spero che dopo questa seconda ondata di misure la collettività modenese e la società civile si sveglino” ha detto. Il procuratore auspica anche che i comuni pensino a “costituirsi parti civili, come accade in altre zone d’Italia, perchè il danno è grande”. Gli episodi su cui sono state fatte le indagini – le ordinanze sono state eseguite ieri – dimostrano che “nella zona la criminalità organizzata è perfettamente infiltrata. I Casalesi ci sono ed estorcono in grande stile”. Nel territorio, ha rilevato, c’è invece “non so se distrazione o mancanza di preoccupazione, ma invito a stare più attenti”. Ha anche ricordato che nel sud per anni non si è ammessa la presenza della mafia: “Lo si è fatto solo quando la malattia era avanzata. La mafia è un cancro e va curata in fase precoce”. L’invito di Alfonso, quindi è per gli imprenditori e le associazioni: “Segnalino. Occorre rendersi conto – ha concluso – che la lotta alla criminalità “non la fanno solo polizia giudiziaria e magistratura, ma tutti insieme”. Anche la politica, sembra di poter intuire. All’appello ha subito risposto il sindaco di Sassuolo, Luca Caselli, annunciando che il suo comune “si costituirà parte civile contro le organizzazioni criminali”.

 


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