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Rose a Roberto Morrione!

Posted by: Lacche    Tags:  Libera Informazione, Roberto Morrione    Posted date:  May 20, 2011  |  No comment



In quegli ultimi giorni di maggio del 2007, quando con entusiasmo proponevamo all’ascolto la puntata zero di Libera Radio e il nostro progetto editoriale di “voci contro le mafie”, era stato tra quelli che ci avevano spronato a tentare l’avventura, con la capacità di infondere fiducia nelle iniziative, diceva, “dove si deve e si può giocare una nuova partita dell’informazione”. Proprio per questo, instancabile com’era, in quei giorni di maggio aveva accolto l’invito di Don Luigi Ciotti alla direzione di Libera Informazione, testata e al contempo osservatorio sui temi delle mafie, della legalità, della libera informazione e dei diritti. Per questo, con grande generosità, aveva anche accolto l’invito a firmare come direttore responsabile la nostra nuova testata, Libera Radio. Con la semplicità e l’autorevolezza di chi, nonostante una carriera prestigiosa, non aveva mai perso di vista le difficoltà in cui versa l’editoria indipendente.
Tra pochi giorni, Roberto avrebbe compiuto 70 anni, molti dei quali trascorsi in Rai, quella del “Rotocalco Televisivo” di Enzo Biagi nel 1962, del prestigioso “TV Sette” con Brando Giordani che gli apre le porte del Tg1, di cui assumerà la direzione dal 1969 al 1992. E poi il Tg3, come editorialista, voce autorevole di servizi speciali sulla mafia, conduttore di una magnifica rassegna stampa notturna. Una carriera segnata da soddisfazioni e successi, come pure da momenti di amarezza e ostracismo, prima di dar vita nel 1999 alla prima testata allnews italiana, RaiNews24, dove resterà alla direzione per 7 anni.
Con Roberto Morrione, RaiNews24 si affranca dall’iniziale progetto di piccola rete di post produzione tv: partono servizi e inchieste destinati a lasciare il segno, come quelli finiti sulle pagine del New York Times sull’uso del fosforo bianco nei bombardamenti americani su Falluja, in Iraq, con le dirette sui grandi eventi: dagli attentati dell’11 settembre 2001 alla manifestazione contro la guerra in Iraq del febbraio 2003, fino alla “scandalosa” trasmissione dove decide di mandare in onda l’ultima intervista a Paolo Borsellino.
Un’intervista che ritrae il giudice nella sua casa di Palermo, rilasciata a Fabrizio Calvi e Jean-Pierre Moscardo di Canal Plus, datata  21 maggio 1992, due giorni prima della strage di Capaci. Un documento rimasto inedito sino al settembre del 2000, quando Roberto decise di acquisirla e trasmetterla durante una puntata di inchiesta e confronto con i magistrati Antonio Ingroia, collega di Borsellino, e Luca Tescaroli, titolare dell’inchiesta sulla strage di via d’Amelio alla procura di Caltanissetta.
All’epoca Morrione chiese alle tre testate della Rai di diffondere l’intervista che RaiNews24 aveva deciso di trasmettere. “In quegli anni la giornalista che si era occupata di trascrivere parte dell’intervista – ricordava Roberto – si trovò con l’abitazione ridotta in fiamme. Questo non fece notizia, così come passò inascoltata la mia richiesta di riproporre in una delle tre reti Rai l’intervista che ritenemmo e ritengo tutt’ora un documento di estrema  rilevanza per l’opinione pubblica cosi come per la magistratura”.
E poi, da quel maggio 2007, gli ultimi anni di impegno, entusiasmo, passione per la libera informazione e il giornalismo, anni che impiega a combattere vere e proprie battaglie. Contro una malattia che lo aggredisce improvvisa e feroce, e contro le mafie a fianco di Don Ciotti e di quell’arcipelago di associazioni, istituzioni e testate giornalistiche, come Libera Radio, determinate a dare voce al contrasto alle mafie.
Contro i “serial killer della memoria e della libera informazione”, come aveva scritto nello scorso aprile in un articolo che fu oggetto di intimidazione, nelle forme di attacco informatico a Libera Informazione, da parte di hacker che proprio quell’articolo tentarono di distruggere e che qui vi riproponiamo. In quell’occasione, come sentirete nell’intervista che segue, Roberto ribadì il rifiuto di ogni intimidazione: “proseguiremo con tutte le nostre forze e a testa alta nell’impegno per la legalità, contro le mafie, di denuncia delle complicità che a ogni livello ne consentono l’espansione”.

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Di tutto questo gli siamo grati, vicini alla sua famiglia e ai giovani colleghi della sua ultima redazione.
Rose a Roberto Morrione!

Federico Lacche


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