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Home » Cronache dai territori » Calabria » Rosarno, due anni dopo

Rosarno, due anni dopo

Posted by: Lacche    Tags:  Africalabria. Donne e uomini, campagna SOS Rosarno, Festassemblea, Ingaggiami contro il lavoro nero, migranti, per la fraternità, rivolta, Rosarno, Tiziana Barillà    Posted date:  January 7, 2012  |  No comment



A due anni dalla rivolta, i migranti tornano in Calabria per la raccolta  stagionale. Vivono in container o in casolari diroccati, dimenticati dalle istituzioni centrali. La loro lotta ora si unisce a quella dei portuali e di chi difende i terreni agricoli dagli ecomostri. Si è svolto così il secondo anniversario della rivolta di Rosarno,  avvenuta il 7 gennaio del 2010. Perché la situazione non è migliorata: in assenza di politiche agricole, le condizioni dei braccianti non accennano a migliorare. Ancora ghetti senza acqua né luce, ancora salari da fame, ancora guerra tra poveri in un territorio che soffre. Che fare?
Con la campagna SOS Rosarno (www.equosud.org) è iniziato un cammino diverso. Attraverso la rete dei Gruppi di Acquisto Solidale, da un anno viene sostenuta una produzione etica che consente di sperimentare un diverso rapporto tra lavoratori immigrati e piccoli proprietari contadini. Non solo.
La crisi economica accelera le dinamiche di abbandono dei campi e accaparramento delle terre, a tutto vantaggio di commercianti e giganti della Grande Distribuzione Organizzata che impongono ai produttori prezzi sempre più bassi. Così, sulla stessa scia di SOS Rosarno, nasce la campagna “Ingaggiami contro il lavoro nero – riprendiamoci i campi per coltivare sviluppo e integrazione”, un nuovo sviluppo della campagna già avviata a Nardò, in Puglia, negli ultimi anni, da parte delle Brigate di Solidarietà Attiva e dell’Associazione Finis Terrae, fondamentale supporto all’organizzazione dell’epocale sciopero di quest’estate. Un progetto a favore dei braccianti immigrati, per favorire l’emersione dal lavoro nero grazie all’applicazione ai produttori di un prezzo equo che ne consente la regolarizzazione. Un progetto di resistenza contadina, per contrastare l’accaparramento di terre che delinea un nuovo latifondo ad opera di speculatori vari, dalle multinazionali al blocco dei cartelli mafiosi.
Un progetto per contrastare anche, come dicono da queste parti, ” il nefasto progetto di un Rigassificatore da realizzare a ridosso del porto di Gioia Tauro”.
Per questo, il 7 gennaio si è svolta, a San Ferdinando, nei pressi di Rosarno, la Festassemblea indetta da Africalabria. Donne e uomini, per la fraternità alla quale hanno partecipato molte realtà territoriali e non solo.

Ascolta la corrispondenza di Tiziana Barillà, giornalista e membro di Africalabria, nella diretta da San Ferdinando di Libera Radio, e la testimonianza di Amin, bracciante africano.

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L’iniziativa ha anticipato una manifestazione a Roma, il 13 gennaio,  una giornata di sostegno alla resistenza contadina e bracciantile, il 14 gennaio, in piazza con le arance di Sos Rosarno e “Ingaggiami contro il lavoro nero” a Polistena (Rc), Napoli, Roma, Bologna, Torino, per rispondere alla crisi contro i profitti della Grande Distribuzione Organizzata a sostegno della “Cassa di resistenza contadina e bracciantile”.
Il 21 e 22 gennaio “Ingaggiami contro il lavoro nero” promuoverà iniziative in tutt’Italia delle Brigate di Solidarietà Attiva con le arance della campagna per la regolarizzazione della manodopera agricola.


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