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Nel suo report sul secondo semestre 2008, la Direzione investigativa antimafia (Dia) parla chiaro: la presenza ormai strutturale della ‘ndrangheta preme pesantemente sulle attività economiche dell’Emilia Romagna. Usura ed estorsioni continuano ad alimentare il tentativo di controllo del territorio regionale da parte delle cosche calabresi. La provincia di Reggio si conferma “succursale” delle ‘ndrine crotonesi ma, avverte la Dia, il clan campano dei “casalesi” sgomita e guadagna tereno nel tessuto sociale ed economico. E poi la costellazione dei cartelli criminali stranieri (cinesi, romeni, nigeriani), come pure le operazioni che vedono la Riviera trasformata in una vera e propria lavatrice per ripulire i denari illeciti, completano il panorama dell’intensita e della pressione criminale organizzata in regione. Sul nuovo inquietante resoconto della Dia, pubblicato di recente sul sito web di Palazzo Madama, proponiamo un commento di Enzo Ciconte, tra i massimi esperti in Italia sull’argomento.