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Home » Cronache dai territori » Calabria » Ordigno esplode sotto l’abitazione del magistrato Di Landro

Ordigno esplode sotto l’abitazione del magistrato Di Landro

Posted by: Lacche    Tags:  attentato, Di Landro, ndrangheta, Reggio Calabria    Posted date:  August 27, 2010  |  No comment

“Sereno ma indignato”, così si sente Salvatore Di Landro, Procuratore Generale della Repubblica di Reggio Calabria mentre, uscito di casa, si appresta ad andare a lavorare come fosse un giorno come tanti. Invece nella notte scorsa erano quasi le ore due quando, andata appena via la valida scorta del procuratore, sotto la sua abitazione sita nella centralissima Via Carlo Rosselli n.48 a Reggio Calabria, è esploso un ordigno che ha danneggiato il portone e fatto saltare i vetri della sua abitazione, mentre lui e la moglie erano in casa.

Ennesima intimidazione che si colloca sulla lunga scia che sta trascinando la città e la Calabria in un crescendo di tensione che, a dire dello stesso procuratore, sta personalizzandosi nei suoi confronti, nei confronti cioè di un magistrato che combatte la criminalità con serietà, correttezza e che ha dato dei segnali precisi dall’inizio del suo mandato a Reggio Calabria. Gli stessi segnali che avevano indotto a quell’attentato il 3 gennaio scorso (ascolta l’intervista a Vincenzo macrì di Libera Radio) in Procura Generale e poi presumibilmente anche alla manomissione a Reggio Calabria dei bulloni della sua auto blindata nel giugno scorso. Stesso atto fu riservato alla collega Adriana Fimiani. “Questa reazione non doveva esserci – dichiara Di Landro – ma adesso tutto ciò mi spinge ad espletare ancora meglio il mio dovere”.

La miccia corta dell’ordigno lascia intendere che un professionista abbia curato questo nuovo attacco alle istituzioni e che forse, come lo stesso Di Landro ha rilevato, si è trattato di qualcosa di più rispetto a un’intimidazione che avrebbe potuto essere eseguita con modalità molto più blande. Invece l’esplosione è stata violenta ma fortunatamente non ci sono stati danni a persone, ma solo un portone devastato. Un portone devastato e un’altra istituzione calabrese colpita ma non impaurita. Il procuratore Di Landro ha un’idea precisa del perché questa tensione stia crescendo, forse perché questa magistratura calabrese, è forte, unita e serena. “Certo – ha evidenziato – urgono interventi normativi e mezzi che sempre ci inducono ad affrontare difficoltà ma noi continuiamo il nostro lavoro nell’attesa che gli interventi risolutivi arrivino”.

Intanto la Polizia e i Carabinieri indagano. I rilievi della scientifica sono terminati intorno alle ore 4. Già il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, i dirigenti Diego Trotta, il magistrato di turno Danilo Riva, e il procuratore aggiunto della DDA reggina Nicola Gratteri si sono già recati nella notte per incontrare Di Landro. Ma intanto la lista delle intimidazioni in Calabria si allunga. Da Libera Informazione, leggi l’intero articolo


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