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Delle conseguenze del ddl sulle intercettazioni si parla da tempo: il procedimento penale verrebbe avvolto da una cortina di silenzio stampa e ai cittadini verrebbe negato il diritto di essere informati su come viene esercitata la giustizia. Fermo restando il segreto sulle indagini, che già viene garantito dalla normativa vigente. In secondo luogo, ancora i cittadini e soprattutto i magistrati sarebbero più disarmati nei confronti delle formule più subdole e occulte di una criminalità che può essere scoperta e colpita solo attraverso sistemi e strumenti sofisticati di indagine. Come, per esempio, quello delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Attraverso le intercettazioni, infatti, si riescono a svelare trame e relazioni di organizzazioni complesse, i rapporti dei mafiosi riconosciuti con i colletti bianchi insospettabili. Che cosa vuol dire? Ammesso che nel disegno di legge governativo cambierà poco per quanto riguarda le intercettazioni per fatti di mafia, tuttavia non sempre un’indagine inizia come indagine di mafia, ma più spesso per reati altrettanto gravi, seppur non di mafia. Dopodiché, l’insospettabile viene smascherato grazie alle intercettazioni e, solo in quel momento, si scopre il mafioso. Dall’approvazione della legge, dunque si riuscirà ancora a perseguire il mafioso conclamato ma più difficile sarà scoprire gli insospettabili, i colletti bianchi appunto.