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Home » Memoria » La “picciridda” dell’antimafia

La “picciridda” dell’antimafia

Posted by: Lacche    Tags:  Cosa Nostra, mafia, Morena Plazzi, Paolo Borsellino, Piera Aiello, Rita Atria, Sicilia    Posted date:  October 31, 2011  |  No comment



L’autrice del libro, Petra Reski, e il magistrato Morena Plazzi che ascoltò le prime dichiarazioni della giovanissima testimone di giustizia, raccontano a Libera Radio la storia di Rita Atria.
Nata a Partanna (Pa) nel 1974 da una famiglia mafiosa, Rita Atria a undici anni perde il padre Vito, ucciso da Cosa Nostra. Sono gli anni dell’ascesa dei corleonesi e della seconda guerra di mafia. Alla morte del padre, Rita si lega ancora di più al fratello Nicolò, anch’egli mafioso, ed alla cognata Piera Aiello. Dal fratello raccoglie le più intime confidenze sugli affari e sulle dinamiche mafiose a Partanna, fin quando, nel giugno 1991, Nicolò Atria viene ucciso dalla mafia e la moglie Piera decide di collaborare con la giustizia. Nel novembre dello stesso anno, Rita decide di seguire le orme della cognata, cercando, nella magistratura, giustizia per quegli omicidi. Il primo magistrato a raccogliere le sue rivelazioni fu Morena Plazzi, allora all’inizio della carriera nel tribunale di Sciacca, e dopo poche settimane Paolo Borsellino, al quale Rita si legò come ad un padre. Le deposizioni di Rita e di Piera, unitamente ad altre deposizioni hanno permesso di arrestare diversi mafiosi e di avviare un’indagine sul politico Vincenzino Culicchia, per trent’anni sindaco di Partanna.

Una settimana dopo la strage di via d’Amelio, Rita Atria si uccise a Roma, dove viveva in segreto, lanciandosi dal settimo piano della sua abitazione.

Nel libro recentemente pubblicato da Nuovi Mondi per Gruppo Logos, Rita Atria. La “picciridda” dell’antimafia, la giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski, spiega di essersi interessata alla vicenda perché “non si inquadra come altre nelle normali categorie di chi combatte la mafia. Dov’è facile distinguere i buoni dai cattivi”. Da qui inizia l’intervista che vi proponiamo.

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Così Morena Plazzi, oggi magistrato della Procura di Bologna, ricorda l’incontro con Rita Atria e offre spunti per riflettere sull’attualità di questa tragica vicenda umana e giudiziaria.

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