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La motivazione dell’attentato che all’alba del 3 gennaio ha colpito la Procura generale di Reggio Calabria va ricercata all’interno delle vicende e della storia della stessa Procura. E’ questa, in massima sintesi, l’interpretazione che Vincenzo Macrì – Procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia – suggerisce sui fatti nell’intervista che ha concesso a Libera Radio. L’atto intimidatorio, sottolinea ancora Macrì, potrebbe attestare anche il “nervosismo” e una maggiore aggressività rispetto al passato di alcune frange della ‘Ndrangheta: una linea di reazione nuova, di violenza più accentuata e dunque più pericolosa a risposta dei recenti arresti e delle numerose confische dei beni.