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Si intitola Ad alta voce. Il riscatto della memoria in terra di mafia (Terre di Mezzo Editore). La sua autrice, Antonina Azoti, racconta la storia del padre Nicolò, ucciso dalla mafia nel 1946. Nicolò è uno dei tanti sindacalisti uccisi negli anni Quaranta in Sicilia, una storia dimenticata ma emblematica di un movimento contadino che, nel secondo dopoguerra, tenta di attuare una tanto attesa riforma agraria per la quale i tempi sembrano maturi. La violenza e le stragi (di Stato) di quegli anni rimandano però anche a un disegno eversivo, a una strategia della tensione che, proprio nell’Isola, muove i suoi primi passi, e che negli anni a venire è destinata tragicamente a diffondersi in tutto il Paese. Il culmine questa violenza contro le spinte riformiste e il movimento di occupazione delle terre in Sicilia sarà la strage, il primo maggio 1947, di Portella della Ginestra.