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Home » Cronache dai territori » Finale Emilia non sarà sciolto per mafia. Il sindaco Ferioli: “Finito un incubo. Mi ricandido”

Finale Emilia non sarà sciolto per mafia. Il sindaco Ferioli: “Finito un incubo. Mi ricandido”

Posted by: Lacche    Tags:  Aemilia, Fernando Ferioli, Finale Emilia, Giulio Gerrini    Posted date:  January 30, 2016  |  No comment



La fine di un incubo, di pressioni, di ombre e di ambiguità che per un anno hanno gravato sull’operato dell’amministrazione comunale di Finale Emilia, nel modenese, finita sotto la lente di ingrandimento della Commissione prefettizia di accesso e poi del ministero dell’Interno per verificare l’esistenza di elementi sufficienti allo scioglimento per mafia. A 12 mesi dall’inizio dell’inchiesta Aemilia, che diede il via alla vicenda, passando per l’avvio del processo Aemilia in cui Finale si è costituito parte civile, la conclusione del lungo percorso di chiarimento è arrivata: Finale Emilia non sarà commissariato per infiltrazioni o condizionamenti mafiosi. Così commenta la notizia ai nostri microfoni il sindaco del comune del modenese, Fernando Ferioli: “Avevo sempre pensato che sarebbe finita in questo modo e ne sono felice. Certo abbiamo commesso degli errori che non ho mai negato e di cui mi prendo tutte le responsabilità”.

Un caso di rilevanza locale con decisive ripercussioni nel contesto della politica nazionale, secondo alcuni, quello di Finale Emilia, e che per questo non avrebbe mancato di condizionare la decisione finale di archiviare il provvedimento sul commissariamento del comune emiliano. Questa la risposta di Ferioli, che chiarisce anche l’origine delle indagini sulla macchina amministrativa di Finale Emilia, dopo gli arresti del funzionario comunale Giulio Gerrini, imputati nel processo Aemilia.

Al di là di quelli che il sindaco definisce errori di gestione amministrativa per cui è pronto ad assumersi ogni responsabilità, rimangono alcuni fatti noti accaduti in quella stessa gestione. Per circa quattro anni, il comune di Finale non si è dotato della figura del Segretario Generale (con le relative funzioni assegnate al responsabile del Servizio Contratti), lasciando così la macchina amministrativa priva di una fondamentale figura di garanzia e del sistema di controlli. Non si tratta dunque, di un elemento di gravissima disattenzione – pur non rivelando o lasciando presumere l’intenzione degli amministratori di assecondare interessi criminali – che può favorire e lasciare un varco alla penetrazione di condizionamenti o infiltrazioni mafiose?

Infine, Fernando Ferioli parla delle iniziative in corso dettate anche dagli errori commessi in passato e di cui si farà carico alla luce di una nuova candidatura a sindaco alle prossime elezioni che conferma ai nostri microfoni.


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