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Antonino Caponnetto. Non è finito tutto

Posted by: Lacche    Tags:  Antonino Caponnetto, Luca Salici, Round Robin Editrice    Posted date:  July 6, 2012  |  No comment



Palermo, luglio 1992. Sono i giorni della strage di via D’Amelio. “È finito tutto”, dice uno scosso Antonino Caponnetto a un giornalista, uscendo dall’obitorio dopo l’ultimo saluto a Paolo Borsellino. Il giudice in pensione, padre del pool antimafia, è l’ambasciatore di un’Italia che non ha più uomini presentabili. “Chi ci difende ora? Dov’è lo Stato?”, gli chiedono le persone. Le stesse domande sentite due mesi prima in occasione della morte di Giovanni Falcone. L’ex Capo Ufficio Istruzione è il simbolo di una città, di un Paese, che si rialza dall’ennesimo schiaffo. Il rammarico per quella frase detta in un momento di sconforto è un motivo in più per farsi coraggio, per riprendere le forze e la speranza, e lavorare sul cambiamento culturale e sulla lotta alla mafia. È l’inizio della primavera palermitana. Nella sua “preghiera laica”, al funerale di Borsellino, c’è il progetto dei dieci anni seguenti: Caponnetto diventa il primo rappresentante della società civile, gira l’Italia per testimoniare nelle scuole la sua esperienza e portare avanti le idee dei magistrati uccisi dalla mafia.

In questo volume a fumetti della Round Robin Editrice, c’è un pezzo della storia d’Italia. Il pool antimafia, Buscetta, il maxiprocesso, la morte di tre formidabili investigatori siciliani che costituivano la Squadra mobile più agguerrita del Paese, quella di Palermo, le grandi stragi di mafia, raccontati con una narrazione che corre in avanti e indietro tra i primi anni ’80 e l’inizio del nuovo secolo e millennio. E’ la storia soprattutto di Antonino Caponneto, dalla decisione di chiedere il trasferimento al tribunale di Palermo, dove diviene  Capo ufficio istruzione riprendendo in mano il progetto del giudice Chinnici, fino ai giorni che lo videro instancabile nelle scuole, a incontrare centinaia di giovani e a scommettere su un nuovo futuro. “Non è finito tutto“, si intitola questa graphic novel firmata da Luca Salici (autore e sceneggiatore) e Luca Ferrari (disegnatore), che come il personaggio che raccontano hanno scelto un linguaggio semplice e chiaro, ideale soprattutto per i giovani lettori, seppur arricchito di contenuti colti ed evocativi: dalle canzoni alle poesie (bellissima quella di Ignazio Buttitta), da un apparato di schede di approfondimento a un corredo di immagini di quegli anni, fino ai contenuti offerti dagli interventi di Betta Caponnetto che racconta il suo (il nostro) “nonno Nino“, di  Manfredi Borsellino, Giancarlo Caselli, Nando Dalla Chiesa, Maria Falcone, Piero Grasso e di altri ancora.

E poi, tra le ultime tavole, quel formidabile discorso ai giovani a cui dedicò gli ultimi anni della sua vita: “Ragazzi, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova Resistenza, la Resistenza dei valori, la Resistenza degli ideali, non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da persone libere e consapevoli“.

Luca Salici, ospite di Libera Radio, parla di questo volume e della figura di Antonino Caponnetto, della straordinaria lezione di vita e di futuro di un uomo straordinariamente normale.

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