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Home » Cultura della legalità » La legge vergogna sui beni confiscati

La legge vergogna sui beni confiscati

Posted by: Lacche    Tags:  Avviso Pubblico, beni confiscati, Cosmo Damiano Stufano, Giovanni di Martino, Libera    Posted date:  November 25, 2009  |  No comment

senatoIl 13 novembre, nell’ambito del maxi emendamento del governo alla Legge Finanziaria, il Senato ha approvato a maggioranza il provvedimento che introduce la possibilità di vendere i beni confiscati alla criminalità mafiosa (Emendamento 2.3000, relatore Maurizio Saia, PDL).
Il nuovo provvedimento stabilisce che se trascorsi i 90 giorni che devono intercorrere tra la data della confisca e quella dell’assegnazione i beni non sono stati assegnati, essi possono essere venduti.
La competenza viene affidata al dirigente del competente ufficio del territorio dell’Agenzia del demanio che dovrà espletare il procedimento di vendita entro sei mesi. In questo modo la competenza in materia di beni confiscati passa dal Ministero dell’Interno al Ministero dell’Economia, per evidenti ragioni di natura economico finanziaria:
le risorse incamerate dalla vendita andranno a finanziare i bilanci del Ministero degli Interni e del Ministero della Giustizia.
Per Libera e Avviso Pubblico il provvedimento approvato al Senato indebolisce la lotta alle mafie in quanto genera uno stravolgimento inaccettabile di quanto previsto dalla legge 646 del 1982 – Legge Rognoni – La Torre, – e del principio di utilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata previsto dalla legge 109/96.
La vendita dei beni confiscati alle cosche, così come prevista dal provvedimento approvato oggi al Senato, non garantisce pienamente che ad impossessarsene non saranno più i mafiosi. È notorio, infatti, come da tempo queste organizzazioni criminali, dotate di ingenti risorse finanziarie, si avvalgano di prestanome incensurati per
infiltrarsi nel tessuto economico-produttivo-finanziario legale: questo non solo nel Mezzogiorno ma a livello nazionale.
Cosa significherà, in concreto, la possibilità di vendere i beni confiscati alle mafie, così come prefigura l’emendamento della finanziaria approvato in Senato?. Ne abbiamo parlato con due amministratori pubblici di due comuni di “frontiera”.
Giovanni di Martino è il sindaco di Niscemi, comune della provincia di Caltanisetta commissariato due volte per condizionamenti mafiosi.

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Cosmo Damiano Stufano è assessore ai Servizi sociali, all’Istruzione, alla Sanità e alla Legalità di Giovinazzo, in provincia di Bari, e vicepresidente di Avviso Pubblico.

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Per altri contributi e approfondimenti sul tema, www.liberainformazione.org


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